Grazie del tuo contributo motom123.
Ci aspettiamo di leggere la tua presentazione qui
presentazioni-f15.html è una forma di cortesia verso gli altri Utenti del Forum presentarsi prima di postare

Ho piacere però di prendere spunto dal tuo post per alcune (mie) ulteriori riflessioni.
motom121 ha scritto:Secondo me si sta facendo un pò di confusione su quella che viene definita genericamente formazione.
Rispetto il tuo punto di vista anche se dissento: siamo un pò in troppi a far confusione.. Preferisco pensare che il
concetto "generico" di Formazione abbia la sua identificazione nelle "attese" dei suoi fruitori, non nelle interpretazioni -spesso ampiamente personali- di origine lessicale, linguistica e filosofica.
D'altra parte, la vastità delle attribuzioni concettuali e filosofiche, inerenti il concetto di "Formazione", è facilmente desumibile anche da questa lettura:
http://it.wikipedia.org/wiki/Formazionemotom121 ha scritto:La formazione che è chiaramente l'obiettivo più difficile da raggiungere, deve avere lo scopo di fornire a chi partecipa al corso, non tanto una soluzione ad un problema immediato, quanto la capacità di acquisire un metodo di lavoro che gli permetta di arrivare in maniera il più lineare e veloce alla soluzione del problema.Con questa situazione di mercato e di lavoro, è sempre più difficile farsi riconoscere dal cliente il tempo e l'impegno dedicati alla riparazione diventa quindi essenziale cercare di ridurre i tempi di ricerca del guasto e la sostituzione di componenti non necessari.
Quoto.
Per fornire un metodo devo aver la capacità (comprovata) di saper individuare una soluzione ed elaborare un "modello" operativo che sia fruibile da una vastità di utilizzatori finali. Qui però sorge il "problema": spesso la capacità di individuare soluzioni e costruire modelli di "cessione del sapere" e "modelli concreti di operare" per l'individuazione di guasti e/o anomalie funzionali è NULLA perchè NULLA è la capacità (del Formatore) di identificare e "vivere" le realtà "operative non schematizzate".
E' evidente che le (eccellenti) eccezioni non rientrano nell'ipotesi appena esposta: è la "linea di confine" (per fortuna) tra il Professionista e il "Bandito".
La video Formazione non offre certamenti modelli e metodi "standard": è un' ulteriore opportunità di acquisizione nozionistica che offre innegabili (e abbondanti) vantaggi per l'Utente finale; mi rendo però conto che và ad intaccare gli interessi (rilevanti) di una vasta categoria di persone (e Aziende) sempre più spesso "improvvisata" al mestiere di Formatore..
Io credo, molto semplicemente, che "formare" equivale, ad esempio, ad educare: posso "educare" sulla base di "modelli educativi" e sulla base "dell'esempio educativo concreto"; è evidente che la centralità del Formatore nel processo rimarrà sempre di grande rilievo.
Ma devono essere -parimenti- di grande rilievo le "risorse" e "gli sviluppi" a supporto delle finalità prefisse: perchè dunque essere contrari "tout-court" alle innovazioni in tal senso?